mercoledì 8 febbraio 2012
venerdì 9 dicembre 2011
Biscotti decorati con pasta di zucchero e ghiaccia reale
E da un po' che non posto ricette ..... non sono molto brava a scrivere, mi riesce meglio lavorare con le mani....
Sta' crescendo in me una nuova passione, la pasta di zucchero e la ghiaccia reale.
L'ho scoperta girando nei blog...ci sono tantissime ragazze che già da diversi anni fanno torte meravigliose, per matrimoni, battesimi....a due....tre piani....con fiori di zucchero, pupazzi che personalizzano su richiesta del festeggiato.
L'ho scoperta girando nei blog...ci sono tantissime ragazze che già da diversi anni fanno torte meravigliose, per matrimoni, battesimi....a due....tre piani....con fiori di zucchero, pupazzi che personalizzano su richiesta del festeggiato.
Ogn'una con il suo stile.... ci vuole tanta manualità, creatività e una base tecnica che si acquisisce con la passione, facendo corsi da insegnanti a dir poco eccezionali, disponibili, che con la loro pazienza trasmettono il loro sapere, Blunotte, ...non solo torte...Donatella, Gabriella .....e ce ne sono tante altre..........le seguo disperatamente cercando di imparare qualcosa rubando con gli occhi e con la speranza che un giorno potrò anche io seguire un loro corso.
Loro stesse, già CHE DESIGNE ,ma sempre alla ricerca di perfezionare le tecniche di questa ormai diventata la loro professione, seguono corsi da insegnanti inglesi famosissimi in questo campo...come .Eddie Spence
E stato docente presso la Scuola Internazionale di Cucina Squires di Cake Decorating & Sugarcraft a Farnham, in Inghilterra da oltre 15 anni.
Loro stesse, già CHE DESIGNE ,ma sempre alla ricerca di perfezionare le tecniche di questa ormai diventata la loro professione, seguono corsi da insegnanti inglesi famosissimi in questo campo...come .Eddie Spence
E stato docente presso la Scuola Internazionale di Cucina Squires di Cake Decorating & Sugarcraft a Farnham, in Inghilterra da oltre 15 anni.
Tanto per iniziare, mi sto esercitando con i biscotti, con l'arrivo del Natale, ho deciso di farne confezioni regalo....
I biscotti sono di una semplice frolla, alla quale ho aggiunto 2 cucchiai di Marsala e la buccia grattugiata di 1 limone, la ricetta è quella di Donatella
Frolla al burro
500 gr farina 00
250 gr. burro
150 gr. zucchero al velo
1 uovo intero
1 pizzico di sale
aroma a piacere
Metto burro freddo a tocchetti, zucchero, il sale l'uovo e gli aromi nel Kenwood e faccio amalgamare tutti gli ingredienti e poi aggiungo la farina,lo lascio lavorare fino a che non ottengo una palla.
Metto in frigo a riposare per qualche ora avvolta nella pellicola...si può anche congelare, ma prima di utilizzarla la lascio scongelare in frigo per una giornata in modo che torni alla temperatura gradatamente.
E importante, prima di cuocerli e dopo che li avete tagliati metterli in frigo per qualche minuto..durante la cottura mantengono meglio la forma.
Cottura leggera a 170° per 10 m.controllare che non si scuriscano troppo.
Spesso li preparo qualche giorno prima, poi li decoro con pasta di zucchero....e tanta fantasia....
Spesso li preparo qualche giorno prima, poi li decoro con pasta di zucchero....e tanta fantasia....
Pasta di zucchero
30 g di acqua,
5 g di gelatina, (può essere in fogli o in polvere)
50 g di glucosio,(si può sostituire con il miele d'accacia)
450 g di zucchero a velo ben setacciato.
8 g di glicerina
Io ho fatto sempre questa..ma voglio provare quella setosa.
Ho visto questa ricetta nel Blog di Laura , era la ricetta di Vittoria48 copio quì sotto le sue spiegazioni che sono perfette.
Pasta di zucchero setosa
Ricetta di Vittoria48 del forum di Cookaround
6 g gelatina
30 g acqua
70 g glucosio (*)
8 g glicerina per alimenti (**)
16 g burro
450 g zucchero a velo
Si fa ammorbidire la gelatina in un tegamino con l'acqua, si fa sciogliere sul fuoco (Vittoria consiglia a bagnomaria), si aggiunge il burro, il glucosio e la glicerina mescolando per amalgamare bene.
Si mette lo zucchero a velo nel robot e si aziona per togliere eventuali grumi
Si aggiunge a filo il liquido e si frulla ancora fino a quando il liquido sia tutto assorbito.
Si toglie da robot, si mette sul piano di lavoro e si impasta con le mani fino a quando è liscio.
Avvolgere la pasta di zucchero nella pellicola trasparente e conservare dentro un sacchetto di plastica.
Il giorno dopo rilavorarla un po' con le mani per ammorbidirla e usarla. Usare amido di mais (maizena) per il piano di lavoro e per spolverizzare gli stampini.
Se fosse troppo morbida aggiungere pochissimo zucchero a velo, se troppo dura, lavorarla ungendosi le mani con il burro.
(*)Vittoria dice che il glucosio si può sostituire con il miele.
(**) La glicerina (glicerolo) si compra in farmacia. Vittoria dice che non è indispensabile e che serve a rendere i colori più vivi.
6 aprile 2011 aggiornamento
Anita dice che:
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6 aprile 2011 aggiornamento
Anita dice che:
- si possono sostituire i 16 g di burro con 16 g di olio di semi; ne usa altro per ungersi le mani mentre impasta, i colori vengono brillanti,
- non serve glucosio, basta un miele chiaro e poco aromatico.
una pecorella.........due pecorelle........tre pecorelle...
tanti ..tanti biscotti per tante occasioni
se ne possono fare di tutti i tipi...e con un pò di fantasia ......è molto divertente...!!
questi sono tecniche di pressure piping di Eddie Spence
biscotti sposa.................. per un matrimonio
biscotti SEXY......per un regalo spiritoso ad un amico
domenica 27 marzo 2011
Pizza con grasselli...o ciccioli a lievitazione mista
E un piatto tipico della cultura contadina.
I grasselli di maiale, noti come ciccioli , vengono ricavati dalla sugna, parte grassa interna, si taglia a pezzi poi si mette a sciogliere in padella.
Sono un residuo della lavorazione dello strutto, si uniscono al pasta del pane e danno alla crescia un sapore unico e inconfondibile. Non ho una ricetta mia, guardando un pò in giro, ho notato che a seconda della zona o delle abitudini di famiglia, gli ingredienti cambiano.
Alcuni aggiungono scorza di arancia grattugiata, altri burro, formaggi... ma in particolare ha attirato la mia l'attenzione l'aggiunta di vino bianco, un elemento più in uso nella vita contadina di una volta.
La mia mamma mi diceva che quando preparavano il pane, ne lasciavano un pezzetto per il giorno dopo, era il lievito naturale. Così ho deciso di usare il mio Lm, che in questi giorni è bello carico e profumato.
Ne ho usato 250g.
Ingredienti:
400g di farina (metà manitoba e metà farina o )
250g di acqua
1/3 bicchiere di vino bianco
1/3 bicchiere di olio d' oliva
50 g di strutto
12 g di sale
200g di grasselli
4 g di lievito di birra
250g di LM rifrescato 2 volte
1 cucchiaino di zucchero
a piacere un pizzico di pepe
La mia mamma mi diceva che quando preparavano il pane, ne lasciavano un pezzetto per il giorno dopo, era il lievito naturale. Così ho deciso di usare il mio Lm, che in questi giorni è bello carico e profumato.
Ne ho usato 250g.
Ingredienti:
400g di farina (metà manitoba e metà farina o )
250g di acqua
1/3 bicchiere di vino bianco
1/3 bicchiere di olio d' oliva
50 g di strutto
12 g di sale
200g di grasselli
4 g di lievito di birra
250g di LM rifrescato 2 volte
1 cucchiaino di zucchero
a piacere un pizzico di pepe
Preparazione:
Far sciogliere i 4g di lievito di birra in un bicchiere con 50g d' acqua tiepida un cucchiaino di zucchero, un pò di farina, formare una pastella morbida, far lievitare circa un' oretta.In una ciotola versare 100g di acqua, sciogliere e spezzettare il LM.
Unire un pò di farina, versarci il vino, un pizzico di pepe, ancora farina e il lievitino preparato in anticipo.
Ancora farina e, piano piano, la rimanente acqua, il sale, l'olio, ancora farina e impastare bene il tutto.
L'impasto deve essere molto morbido ed appiccicoso. Unire lo strutto morbido a pomata, aiutarsi ogni tanto con delle spolverate di farina che avrete lasciato da parte (chi ha l'impastatrice è avvantaggiato)
Unire un pò di farina, versarci il vino, un pizzico di pepe, ancora farina e il lievitino preparato in anticipo.
Ancora farina e, piano piano, la rimanente acqua, il sale, l'olio, ancora farina e impastare bene il tutto.
L'impasto deve essere molto morbido ed appiccicoso. Unire lo strutto morbido a pomata, aiutarsi ogni tanto con delle spolverate di farina che avrete lasciato da parte (chi ha l'impastatrice è avvantaggiato)
Per riuscire bene ad incordare l'impasto ho adottato questo metodo ; sbattere e capovolgere ripetutamente fino a che l'impasto non si apiccicha più alle mani.
Il video che ho preso da Tinuccia mi ha aiutato tantissimo, riporto quì le sue spiegazioni precise e chiare.....
"......A) usare una spianatoia in legno, perché il legno di per sé tende ad assorbire l’umidità dell’impasto aiutando i movimenti;
B) non spaventarvi dinanzi alla mollezza dell’impasto, all’inizio si attaccherà ovunque, alle mani, alla spianatoia, ma sarà normale. Solo dopo alcuni minuti dall’inizio, (circa 10) l’impasto comincerà a prendere struttura. I primi 5 minuti sono i più difficili, ma niente paura, è normaleJ Aiutatevi aggiungendo farina, ma, mi raccomando…..
C)…. non aggiungerne troppa, altrimenti si rischia di denaturare la ricetta base diminuendone l’idratazione avendo come risultato una pizza senza buchi e pesante.
Come fare a non aggiungere tanta farina e continuare a lavorare tranquillamente?
Per i primi 3 giri di “capriole” infarinare ben bene le mani e il ripiano della spianatoia. Logicamente l’ impasto continuerà ad essere appiccicoso e allora voi continuerete ad infarinare il ripiano, sarebbe inutile dirvi….non lo fate!
Attenti, però, prima di riappoggiarvici l’impasto, abbiate cura di ripulire con la spatola la spianatoia sia dalla farina in eccesso, che dai residui di impasto rimasti attaccati al legno. La spianatoia quindi risulterà senz’altro non appiccicosa, e nello stesso tempo non rilascerà farina all’impasto.
Ricapitolando:
-per i primi 3 giri di “capriole” infarinate le mani e la spianatoia.
-dopo i primi 3 giri, ogni due “capriole”, infarinate leggermente la spianatoia, ripulite bene la spianatoia con la spatola, fate fare la capriola al vostro impasto e così via per i primi 10 minuti. Per il restante tempo infarinate solo le mani, ma………..
D)…. dopo averle infarinate, ogni volta sbattetele l’una contro l’altra per eliminare la farina in eccesso;
E) Fate incorporare più aria possibile nell'impasto, allungandolo ben, bene quando fate i vostri giri......."Quando ancora è appiccicosa ho aggiunto i grasselli e amalgamato bene, sempre continuando a sbattere e capovolgere fino a che la pasta non si attacca più alle mani. Lasciare lievitare per un'ora e 30' nel forno spento ma già riscaldato a 30°.
Quando ha raddoppiato, rovesciare la pasta sulla tavola e con delicatezza si fanno le piege di Adriano , la si fa riposare per altri 10' coperta da un panno umido.
Si unge bene la teglia con lo strutto e si stende la pasta con le mani ,allargandola con i polpastrelli e punzecchiarla. Con le dita si stende lo strutto morbido a pomata in superfice e spolverare con il sale.
Si fa riposare ancora per un' ora in ambiente caldo, a volte ci vuole un pò più tempo.
La cottura il forno a 250° per circa 15°.
E cresciuta tantissimo, il lievito naturale gli ha dato un' alveolatura grande e una morbidezza interna che dura nel tempo.Lo strutto da la croccantezza esterna, il gusto è ottimo.
venerdì 4 marzo 2011
Salmone marinato
Il Salmone è un pesce tipico dei mari del Nord. Depone le sue uova in acque fresche ed ossigenate, dopo aver risalito i freddi fiumi di montagna. Dopo la riproduzione ritorna al mare, ma spesso muore durante il lungo ed estenuante viaggio di ritorno.
Se lo acquistate intero eliminate pinne, squame e viscere, sarebbe meglio non lavarlo ma passarlo con un panno umido, naturalmente pulito.
Il segreto per tagliare le fettine perfette e di bella presenza è congelare il trancio che volete marinare.
Prima di affettarlo aspettare qualche minuto che si scongeli un po....
Con un coltello ben affilato si tagliano a fettine non molto sottili, onde evitare che poi si sfaldino.
Il taglio è obliquo e preciso così le fette vengono più grandi e di bella presenza.
In un ciotola di vetro disporre le fette di salmone a strati, a ogni solaio salare, pepare e versare l'aceto di mele ( è meno forte ) un pò di vino bianco e olio (io uso metà exstra vergine e metà semi di girasole )
Chiudere la ciotola e porla in frifo per una notte.
Il giorno dopo, controllare che le fette cotte dall'aceto, hanno cambiando colore, di un rosa pallido.
Qesto ci fà capire che il salmone è pronto.
Si rovescia la ciotola sul colapasta , si lascia riposare per qualche minuto....deve scolare bene tutto l'aceto.
Si dispone di nuovo a solai ricoperto di olio exstra vergine, con qualche ciuffetto di prezzemolo e qualche filetto di cipolla .
In frigo in una ciotola a chiusura ermetica si mantiene per una settimana.
Così le fettine sono sempre pronte per essere messe in tavola come antipasto su un letto di rucola e una spolverata di pinoli ....... stuzzicante e appetitoso !!! ;-)
Il salmone fresco si riconosce per l'occhio vivo, per le branchie rosate e umide, per la carne elastica e soda, oltre al caratteristico colore rosato brillante.
Vivendo in acque fredde il salmone è ricco di acidi grassi polinsaturi, utili per isolare il corpo e mantenere costanti le temperature interne. E' considerato un pesce grasso ma molto salutare in quanto i grassi in esso contenuti riducono il colesterolo cattivo ed aumentano il colesterolo buono.
Dal punto di vista nutrizionale è inoltre ricco di proteine e fosforo, oltre ad avere un discreto contenuto in calcio e ferro.
"Servono 700 mg di omega 3 al giorno che possono essere coperti con 30 g di salmone. Il segreto del salmone per la bellezza e per la giovinezza è la ricchezza in acidi grassi omega 3 che svolgono una funzione fondamentale nella protezione e nella riparazione delle membrane cellulari. agli omega 3 il salmone apporta anche notevoli quantità di vitamina D che promuove l'assorbimento del calcio e favorisce la mineralizzazione dello scheletro." Se lo acquistate intero eliminate pinne, squame e viscere, sarebbe meglio non lavarlo ma passarlo con un panno umido, naturalmente pulito.
Il segreto per tagliare le fettine perfette e di bella presenza è congelare il trancio che volete marinare.
Prima di affettarlo aspettare qualche minuto che si scongeli un po....
Con un coltello ben affilato si tagliano a fettine non molto sottili, onde evitare che poi si sfaldino.
Il taglio è obliquo e preciso così le fette vengono più grandi e di bella presenza.
In un ciotola di vetro disporre le fette di salmone a strati, a ogni solaio salare, pepare e versare l'aceto di mele ( è meno forte ) un pò di vino bianco e olio (io uso metà exstra vergine e metà semi di girasole )
Chiudere la ciotola e porla in frifo per una notte.
Il giorno dopo, controllare che le fette cotte dall'aceto, hanno cambiando colore, di un rosa pallido.
Qesto ci fà capire che il salmone è pronto.
Si rovescia la ciotola sul colapasta , si lascia riposare per qualche minuto....deve scolare bene tutto l'aceto.
Si dispone di nuovo a solai ricoperto di olio exstra vergine, con qualche ciuffetto di prezzemolo e qualche filetto di cipolla .
In frigo in una ciotola a chiusura ermetica si mantiene per una settimana.
Così le fettine sono sempre pronte per essere messe in tavola come antipasto su un letto di rucola e una spolverata di pinoli ....... stuzzicante e appetitoso !!! ;-)
giovedì 17 febbraio 2011
Mini Bomboloni
"Credo che sia giusto fare un passa parola, magari mandare una mail alla presidente della regione Lazio Renata Polverini, per comunicare la propria idea in merito.
Vi va di aiutarmi nel mostrare la nostra solidarietà a quell’ospedale?
Vorrei regalare al reparto di neurofisiologia una raccolta di ricette per bambini,
ricette allegre e colorate, che mettano di buon umore chi ha tutto il diritto di essere triste.
Grazie a tutti voi, a coloro che vorranno partecipare e a coloro che vorranno sostenere la fondazione Santa Lucia."Mi sembra di vederli affondare i loro dentini in questi mini bomboloni e ti sorridono con le guanciotte piene di zucchero.
voglio donare questa ricetta e unirmi a tutte le foodblogger per aiutare il Santa Lucia
Ingredienti:
340 g. metà farina Manitoba , metà farina 00
100 g. di latte
60 g. di burro
2 uova medie
80 g. zucchero
10 g. di lievito di birra
5 g. di sale
buccia grattugiata di arancia e di limone
1 cucchiaio di rum
1 cucchiaio di anice
1 bustina di vanillina
5 g. di sale
buccia grattugiata di arancia e di limone
1 cucchiaio di rum
1 cucchiaio di anice
1 bustina di vanillina
A parte sciogliamo il lievito nel latte tiepido e 90 g. di farina, facciamo riposare 40°.
Intanto sbattiamo bene le uova con lo zucchero, aggiungiamo la grattugia di limone e di arancia.
Incorporiamo un po' di farina, il rum, l'anice, ancora farina.. il sale, la vanillina .
Ora aggiungiamo il lievito che stava riposando e un po' alla volta altra farina.
lasciandone un po' da parte.
Unire il burro a pomata, aiutiamoci con qualche spolverata di farina, battendo bene la pasta sulla tavola da lavoro......( e si...io impasto a mano..!! ;-)
Se la pasta non si riesce ad incordare , fatela riposare per 15 minuti, poi riprendete a girare e di nuovo il riposo per altri 15 minuti, fino a quando non si attacca più alle mani.
Ho impastato la sera e messo a lievitare in frigo tutta la notte.
Incorporiamo un po' di farina, il rum, l'anice, ancora farina.. il sale, la vanillina .
Ora aggiungiamo il lievito che stava riposando e un po' alla volta altra farina.
lasciandone un po' da parte.
Unire il burro a pomata, aiutiamoci con qualche spolverata di farina, battendo bene la pasta sulla tavola da lavoro......( e si...io impasto a mano..!! ;-)
Se la pasta non si riesce ad incordare , fatela riposare per 15 minuti, poi riprendete a girare e di nuovo il riposo per altri 15 minuti, fino a quando non si attacca più alle mani.
Ho impastato la sera e messo a lievitare in frigo tutta la notte.
Il mattino l'ho tirata fuori e ho aspettato 2 orette che la pasta si riprendesse a temperatura ambiente.(deve triplicare..) .
ho preso la massa e con delicatezza l'ho stesa un po' e fatto le pieghe di Adriano.
Poi ho cercato di allungarla formando un cilindro, che ho suddiviso in piccoli pezzi da 35g o 40g l'uno......Con pazienza li ho ripresi e come lui ci insegna ...ad uno ,ad uno ho dato le pieghe , pirlati....chiusi bene sotto e messi a lievitare coperti.
La stanza non era molto calda, avevo messo poco lievito, così sono rimasti a lievitare fino alle 3 di pomeriggio.
Io credo che la lunga lievitazione e il metodo di Adriano hanno fatto si che il risultato sia stato ottimo.
Chi a meno tempo.
La pasta ,si piega in tre, si porta ad uno spessore di circa due centimetri, si ricavano tanti dischi (io ho usato un bicchiere capovolto)
Porli a lievitare, friggerli e solo dopo, con una sacca a poche riempire con crema pasticcera.
p.s...questa crema è ottima ...ma io metto solo 200 g. di zucchero.
Per gli intolleranti al lattosio è possibile sostituire il latte con acqua e il
burro con olio di mais.
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