giovedì 11 giugno 2009

Seppie con piselli

Erano le ultime settimane di maggio.... c'èra un caldo "afoso" sopra i 30°, il mare era piatto. Quando è così , si pescano moltissime seppie e i prezzi si abbassano un pò, il periodo migliore per fare provvista per i prossimi mesi..

Il mattino di buon ora sono andata al porto, i pescatori erano arrivati da poco, il molo era pieno di gente che faceva la fila per comprare le seppie.

Anche io ne ho presi diversi chili...un pò più piccole per il sugo....più grandi per farle lesse per antipasto... alchune erano enormi, il pescatore mi ha consigliato di usarle in umido con i piselli o con i carciofi.

Loro te le puliscono li, in mare, tolgono la saccettina del nero, le sciacquano bene nell'acqua, così rimangono bianche e si possono congelare subito e non perdono la loro freschezza.

Ieri ho deciso di fare le seppie con i piselli, presi dalla mia contadina di fiducia. :)



E più facile togliere la pelle quando non sono del tutto scongelate, poi si tolgono bene le interiora, gli occhi, il becco, io con le forbici taglio anche le ventose dai tentacoli, in fine si sciacquano in acqua corrente e si asciugano un pò.

Si taglia a pezzi non molto piccoli.
In una pentola mettiamo l'olio, la cipolla tagliata fine, dopo qualche secondo uniamo la seppia a pezzi, e lasciamo rosolare bene, così che sprigiona tutto il suo sapore. Quando sentiamo che l'olio "sfrigola" un pò... sfumiamo con mezzo bicchiere di vino bianco e si lascia evaporare velocemente.

Asciugato il vino. mettiamo un po di passata di pomodoro e un po' di concentrato, si aggiunge due dita di brodo vegetale, sale e pepe o peperoncino a piacere e si lascia cucinare lentamente,

Io ho l'abitudine di cucinarla nella pentola a pressione, così in un quarto circa è cotta,"attenzione a non far passare di cottura, poi diventa troppo molle e non è gradevole" unisco i piselli e faccio cucinare ancora per altri dieci minuti aggiungendo brodo se ne occorre.

Questo è un piatto semplice, delle nostre tradizioni anconetane... ma gustoso e alla fine, non dimenticate di fare la scarpetta con dei crostoni di pane abbrustoliti! :)

mercoledì 6 maggio 2009

La mia torta di fragole "light "



Questo è il mese delle fragole, si trovano in abbondanza, buonissime e ad un prezzo ragionevole... viene voglia di mangiarne tutti i giorni, bisogna aprofittare...

In occasione del compleanno di mio figlio e per una giornata trascorsa con gli amici ne ho fatte due, una ricoperta di fragole intere, l'altra con una salsa di fragole.


Io non riesco a cucinare cose che siano eccessivamente grasse, con molto burro o panna...o molto zucchero... questa torta è la mia preferita, perchè è davvero una torta di fragole "light"!!!!!
La base... un leggerissimo pan di spagna ricoperto da una delicata crema alla vaniglia fatta con poche uova e sopra tante fragole intere. Si può modificare mettendo una salsa di fragole.
Una notte in frigorifero la rende gustosa e gradevole.
Ingredienti:


Pan di spagna
2 cucchiai di acqua
2 uova
100 g di zucchero
50 g di farina
50 g di fecola
1 pizzico di sale
1 vanillina
1 cucchiaino di lievito in polvere

Crema (dosi per un contenitore di cm 30)
3 rossi
3 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di farina
3 bicchieri di latte
1 vanillina (io preferisco mettere nel latte bollente la bacca di vaniglia)

Salsa di fragole
500 g di fragole
80 g di zucchero
un decilitro di acqua
il succo di mezzo limone

Procedimento
Montare le chiare a neve con due cucchiai di acqua, aggiungere i rossi, lo zucchero, poi delicatamente per non smontare il tutto, la farina, la fecola, la vanillina e la dose.




Deve essere ben montato. Versare in una teglia di cm 28 o cm 30, dal bordino rialzato che quando e cotto si rovescia, ha un incavo che serve da letto per la crema.

Cuocerla in forno a 170° per circa 15 minuti, fare la prova dello stecchino, deve rimanere morbido, poi farlo raffreddare.

Nel frattempo preparare la crema: sbattere i rossi con lo zucchero, unire la farina, poi versare un pò alla volta il latte precedentemente bollito con la bacca di vaniglia. A chi non piace vedere i semi si filtra il latte in un pezzo di tela. La crema deve risultare un pò consistente.
(
Se usate il contenitore più piccolo da 28cm è sufficente la dose di 2 uova, 2 cucchiai di zucchero.......e cosi tutto 2.. )

Tagliare una parte delle fragole a pezzetti, meterli in una pentola con zucchero, del succo del limone, far bollire qualche minuto, poi frullare nel mixer, si deve ottenere una salsa liscia.

Il pan di spagna si gira sotto sopra e si bagna con la salsa di fragole. Poi si rovecia la crema e si stende con una spatola bene ai bordi.

Quì con la nostra fantasia si ricopre la crema, con tante fragole, precedentemente lavate, intere o a spicchi come ogniuno preferiscie. Per dare lucentezza alle fragole si fa sciogliere una piccola quantità di gelatina di fragole,io la faccio un pò liquida, con un pennellino la si passa sulle fragole.
Mettere in frigo, il giorno dopo e sicuramente migliore.



Se si preferisce ricoprire la torta con la salsa di fragole, fare a pezzetti le fragole, meterle in una pentola con zucchero, del succo del limone, far bollire qualche minuto, poi frullare nel mixer, ottenendo una salsa liscia. Lasciare fuori qualche fragole per le decorazioni. Usare 1/3 della salsa servirà per bagnare il pan di spagna, poi versare la stessa dose di crema.

Mettere a bagno 2 folgli di gelatina, ben strizzati, scioglierli nella salsa ancora calda. Far rafreddare un pò, versarla sulla crema, livellarla bene e decorare con le fragole lasciate intere, mettere in frigo.
"Se le crema e la salsa non sono molto dense, lasciarle 15 min. in congelatore prima di sovrapporre una sull'altra,"


Usando la stessa base, si può ricoprire di crema e variare con la frutta di stagione......ciascuno può esprimere la sua fantasia...!!



martedì 14 aprile 2009

Cannelloni con la ricotta e spinaci


Sono leggeri e delicati, a volte si preferiscono a quelli di carne. L'impasto per il ripieno meglio prepararlo in anticipo, perchè così prende più sapore.
Pulire bene gli spinaci lavandoli in abbondante acqua, e lessarli per pochi minuti . Dopo averli strizzati bene, metterli nel tritacarne, così vengono più sottili e si amalgano meglio con alla ricotta. Alcuni preferiscono la ricotta di pecora, dal sapore più deciso, io ho usato quella di mucca, perchè è più leggera.


Ingredienti per il ripieno
8 hg. di ricotta
3 hg. di spinaci ben strizzati
1 mozzarella(maccinata sottile nel tritacarne)
2 hg. di parmiggiano
1  uovo
un cucchiaio scarso di noce moscata
sale e pepe qb.


E difficile dare delle dosi giuste, io ho impastato 6 uova e mi è avanzato un pò di ripieno, me ne sono venuti 2 lastre grandi da 32 cannelloni. Si impasta: uova, farina, un cucchiaio di olio, un pizzico di sale, formare una palla e lasciarla riposare in frigo per circa mezz'ora. Si stende, formando delle strisce larghe non più di 12 cm (io ho usato la ma cchina per stendere la sfoglia).

Si lasciano asciugare un pò, poi si tagliano tanti rettangoli da circa 9 cm. Cuocerli per pochi minuti in acqua bollente salata, poi immergeli in una vaschetta d'acqua salata per farli raffreddare, dopodichè stenderli su un canavaccio.


Usando una sac a posc piena del ripieno, si formano i cannelloni arrotolando ad uno ad uno i rettangoli di pasta. Sul fondo della lastra si mette qualche fiocchetto di burro e si ricopre con della besciamella fluida. (Besciamella: si fa sciogliere un pezzo di burro, si unisce 3 cucchiai colmi di farina e piano , piano un litro di latte, sale, noce moscata e si porta a bollore.)


Io ho versato sulla besciamella anche un pò di sugo leggero senza carne, fatto con un pò di spezzatino e un pezzo grande di carne da umido che poi ho affettato per secondo.


Cospargere il tutto con del parmiggiano, qualche fiocco di burro e si mettere in forno caldo a 180° per circa 45 m.

lunedì 13 aprile 2009

La "gubana" di Adriano


[IMG_3965-1.JPG]
Questa è la gubana che ho provato ha fare guardando la ricetta di Adriano
Ho cercato di seguire passo , passo le sue spiegazioni, che sono chiare e precise.
L'unico problema è che io non ho l'impastatrice, impastando a mano il risultato è stato un pò scarso, la sua gubana è decisamente migliore....ma come prima volta mi posso accontentare.

Riporto solo le immagini della mia gubana , la ricetta non l'ho riportata, vedere sul link di Adriano sopra in alto.

Devo fare alcune considerazioni; la gubana che ho messo nella forma di carta forno, come insegna Adriano è venuta migliore dell'altra che ho messo in una forma di metallo. La cottura nella carta forno è stata uniforme, anche hai lati dando sostegno alla pasta senza afflosciarsi dopo la cottura.
L'altra, tolta la forma di metallo era meno cotta lateralmente e si è afflosciata.

venerdì 3 aprile 2009

Orecchiette con broccoletti


Nei miei primi piatti, che faccio quasi tutti i giorni, utilizzo sempre tanta verdura e sempre di stagione. I broccoletti, che abbiamo mangiato una volta a settimana per tutto l'inverno, stanno lasciando il posto ai caciofi , agli asparagi... la nuova verdura di stagione.

Ma dato che ancora si trovano freschi, oggi mi dedicherò a prepareare le mitiche orecchiette ai broccoletti!


Questa pasta, che tutti noi conosciamo bene, la posto per i miei ospiti stranieri che mi chiedono gli ingredienti, e il procedimento da seguire. Loro sono molto amanti della nostra cucina italiana e vorrebbero imparare qualche ricetta.

Procedimento:

Tagliare le cimette e metterle a bagno.
Scaldare l'acqua per la pasta.
Nel frattempo, in una pentola capiente, rosolare bene nell'olio quattro o cinque filetti di alici sott'olio a pezzetti, due spicchi di aglio, peperoncino.

Per dare più sapore le alici si devono disfare quasi come se si bruciassero.

Per la cottura della pasta e dei broccoli , c'è due metodi: conoscendo il tempo di cottura delle orecchiette che è di circa 13° e i broccoletti che sono teneri è di 7° o 8°, alcuni mettono a cuocere prima le orechiette e dopo 3° o 4° nella stessa pentola, buttano anche i broccoletti cosi terminano di cuocere insieme.

Altri , cucinano i broccoli a parte, poi a parte le orechiette e si uniscono tutti e due gli ingredienti nella pentola dove abbiamo rosolato le alici.

Saltare un pò il tutto, se necessario unire un pò di olio, un pò dell 'acqua di cottura,
in modo che la pasta non rimanga asciutta. Servire con una spolverata di parmiggino... ma il top è usare il pecorino romano!

Bon appetit! :)

Gallinella " alla maniera dei marinai "


A mia figlia piace molto il pesce... sono andata in pescheria a vedre se c'era qualche bel pesce e ho visto questa gallinella, dall'occhio vispo che più fresco di così non si può...


Avevo letto da qualche parte questo modo di cucinarla "alla maniera dei marinai"... e cioè: "Se la cucinavano appena pescata, in pentola, veloce, veloce, con olio, pomodoro e prezzemolo e se la gustavano inzuppando crostoni di pane nel suo sughetto..."
Questo pesce è buono nelle zuppe , nei sughi.... ma ognuno la può fare come vuole, l'importante è l'occhio vispo!!! :)

Procedimento:

In una pentola antiaderente, mettere tutto a freddo.

Adagiare la gallinella nell' olio, salare, due pezzetti di cipolla, uno spichio d'aglio, un pezzetto di peperoncino, poi unire i pomidorini tagliati a metà, un cucciaio di aceto, un pò di vino bianco, prezzemolo tritato fine.

Per dare al sugetto quel bel colorito, io metto una punta di concentrato di pomodoto.
Far cuocere per circa 20° a pentola coperta.

martedì 31 marzo 2009

Risotto agli asparagi selvatici


Dopo una settimana di pioggia, finalmente ieri è uscito il sole e la giornata era splendida. Nella campagna intorno al mio paese, in questo periodo, si possono raccogliere gli asparagi selvatici. Una volta individuato il bulbo della pianta, da li cresco i nuovi germogli, detti torrioni. Sono piccoli, fini, di sapore più forte e amarognolo rispetto a quelli coltivati e si mangiano con la frittata o nei risotti. Per la prima volta sono andata a raccoglierli, ci vuole un occhio ben allenato per trovarli... ma con la mia tenacia, sono riusita a farne un bel mazzetto..., ovviamente, a fine mattinata, ero piena di lividi, perchè... si trovano sempre vicino ai rovi, ma ero felice perchè finalmente potevo fare il mio risotto


Ingredienti:

80 g riso violone nano o carnarali a persona
1 bicchiere di vino bianco
brodo vevetale sufficente per cuocere il riso
1 scalogno
olio extra vergine di oliva
un pezzetto di burro
una bustina di zafferano (facoltativo... io non l'ho messo)
un bel mazzetto di asparagi selvatici

Preparazione:

Dopo averli tenuti un pò a bagno, togliere la parte più dura e fare a pezzetti le parti più tenere.
Inbiondire parte dello scalogno nell'olio, aggiungere gli asparagi, rosolarli bene, salare, pepare, mettere qualche cucchiaio di brodo e cucinarli per qualche minuto.

Nel frattempo mettere a cuocere il riso come è di consueto. Inbiondire l'altra parte dello scalogno nell'olio, unire il riso , sfumare con un buon bicchiere di vino bianco, (io ho usato il nostro verdicchio locale) e farlo evaporare. Poi far bollire per qualche minuto alcuni gambi di asparagi con un pò del brodo vegetale (qui, chi vuole può sciogliere la bustina di zafferano).

A metà cottura del riso, unire gli asparagi e continuare ad aggiungere altro brodo, facendo attenzione a non farlo scuocere. Lasciare il risotto un pò all'onda, unire un pezzetto di burro e parmiggiano a volontà.


"l'amarogniolo dell'asparago selvatico, si modifica, dando al risotto un gusto particolare, gradevole al palato, sicuramente diverso dall'asparago coltivato ,ma decisamente buono"